Glossario

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  • Abilità lavorativa

    L’ può essere descritta come l’equilibrio che si crea tra risorse individuali e fattori di natura lavorativa. L’ è condizionata anche dal contesto extralavorativo. Le risorse individuali includono: (1) abilità fisiche e funzionali; (2) competenze e conoscenze; (3) valori, attitudini e motivazione. I fattori di natura lavorativa comprendono invece il contenuto dell’attività lavorativa, l’ambiente e l’organizzazione del lavoro e la leadership.  (Fonte)

  • Apprendimento continuo

    L’ consiste nelle attività formative a cui si prende parte nel corso della vita con l’intento di migliorare le proprie competenze, conoscenze e abilità. È un concetto molto ampio secondo cui la formazione individuale è flessibile, diversificata e accessibile in diversi momenti e periodi della vita. L’ include le modalità di formazione formale, non-formale e informale. (Fonte)

  • Disabilità

    Un lavoratore disabile è un lavoratore affetto da una fisica o mentale che può condizionare la prestazione lavorativa. La definizione di lavoratore disabile include le persone con , di lunga durata o progressive.  (Fonte)

  • Disturbi muscoloscheletrici

    I (DMS) sono disturbi che riguardano i muscoli, i tendini, i legamenti, la cartilagine, il sistema vascolare, i nervi o altri tessuti molli e articolazioni del sistema muscoloscheletrico. 

    I di natura professionale sono collegati ad attività lavorative ripetitive e usuranti. Questi disturbi vanno da disagi, dolori e fastidi lievi a condizioni cliniche più gravi che possono causare forme di permanenti. 

    (Fonte)

  • DPI

    Con l’acronimo si indicano i dispositivi di protezione individuale, ossia tutte quelle attrezzature realizzate per essere indossate o date in dotazione ai lavoratori (abbigliamento, caschi, occhiali protettivi) per proteggere questi da uno o più rischi che verosimilmente possono metterne in pericolo la salute e la sicurezza sul posto di lavoro, inclusi strumenti supplementari o accessori realizzati per raggiungere questo obiettivo. I rischi che i dispositivi di protezione mirano a prevenire comprendono rischi fisici, elettrici, generati dal calore, da sostanze chimiche, da particolato nonché rischi biologici. I dispositivi di protezione individuale devono essere utilizzati laddove i rischi non possano essere evitati o ridotti sufficientemente da strumenti tecnici di protezione collettiva o da procedure istituite nell’ambito della organizzazione del lavoro. (Fonte)

  • Età anagrafica
    L’ rappresenta l’età di una persona calcolata in termini numerici (generalmente anni) dalla data di nascita a un certa data.
  • Età fisiologica
    L’ o biologica serve a valutare il buono o il cattivo funzionamento del corpo rispetto all’ .
  • Età funzionale
    L’ indica il livello funzionale di idoneità lavorativa di una persona esaminato in relazione a individui dello stesso sesso ed .
  • Età mediana

    È l’età che divide una popolazione in due gruppi numericamente uguali: metà delle persone è più giovane di questa età e l’altra è più vecchia. (Fonte)

  • Età psicologica
    L’ è l’età che considera le sensazioni, le azioni e i comportamenti di una persona. È un’età soggettiva e si basa su di una valutazione personale.
  • Età sociale
    L’ riflette le aspettative culturali e sociali rispetto a come gli individui dovrebbero comportarsi a una determinata età. L’ è una valutazione della capacità di agire di un individuo in situazioni sociali sulla base di standard comuni.
  • Fattori ambientali
    I sono aspetti della vita privata e lavorativa che possono avere un impatto positivo o negativo sulla salute dei lavoratori. Esempi di aspetti negativi includono fattori chimici (es. gas e esalazioni nocive), fattori fisici (es. rumori e vibrazioni), fattori biologici (es. batteria, virus e funghi), o fattori psicosociali (es. conciliazione vita-lavoro).
  • Gestione dell’età

    La “gestione dell’età” fa riferimento alle varie modalità attraverso cui le risorse umane all’interno dell’organizzazione vengono gestite, con una esplicita attenzione all’invecchiamento. Più in generale, l’espressione indica la gestione della forza lavoro in fase di invecchiamento attraverso politiche pubbliche o la contrattazione collettiva (fonte).

    I principi fondamentali alla base della “gestione dell’età” includono:

    • L’attenzione verso la prevenzione piuttosto che la risoluzione delle criticità una volta emerse;
    • L’attenzione verso l’intera vita lavorativa e verso tutti i lavoratori di ogni età, non soltanto i lavoratori più anziani; 
    • Il ricorso a un approccio olistico che tenga conto di tutte le dimensioni che contribuiscono ad una gestione efficace dell’età

    (Fonte)

  • La promozione della salute sui luoghi di lavoro

    La promozione della salute nei luoghi di lavoro rappresenta il risultato di uno sforzo congiunto da parte dei datori di lavoro, dei lavoratori e della società finalizzato al miglioramento della salute e del benessere delle persone nei contesti lavorativi. Questo obiettivo può essere raggiunto combinando: (1) il miglioramento della organizzazione del lavoro e dell’ambiente lavorativo; (2) la promozione di un coinvolgimento attivo; (3) la promozione della crescita a livello individuale. (Fonte)

  • Lavoro flessibile

    Il permette di conciliare le esigenze aziendali e personali apportando cambiamenti all’orario di lavoro (quando) al luogo di lavoro (dove) e al modo in cui il lavoro è svolto (come).  (Fonte)

  • Lavoro ripartito

    Si tratta di una tipologia contrattuale secondo cui un datore di lavoro assume due (o più persone) per l’adempimento di una unica obbligazione lavorativa.  È una modalità di lavoro a tempo parziale che assicura la copertura permanente della posizione lavorativa.  

  • Lavoro sedentario
    Il indica attività lavorative caratterizzate da movimenti minimi e un basso dispendio di energie. Questa modalità di lavoro spesso richiede di rimanere seduti per lunghi periodi.
  • Lavoro sostenibile

    Se nell’arco della vita il lavoro è sostenibile, ciò vuol dire che le condizioni di vita e di lavoro sono tali che incoraggiano l’individuo a intraprendere e a proseguire una attività lavorativa per un periodo di tempo prolungato. Suddette condizioni permettono di conciliare in maniera più adeguata il lavoro, le caratteristiche individuali o le circostanze emerse a seguito dei cambiamenti nella vita privata e devono essere incoraggiate tanto a livello lavorativo che a livello familiare attraverso una serie di iniziative e pratiche. (Fonte)

  • Malattie croniche

    La maggior parte delle in Europa non sono trasmissibili, cioè non sono infettive e non possono contagiare altre persone. Hanno generalmente una lunga durata e progrediscono lentamente. Esistono quattro tipi principali di malattie non trasmissibili: le malattie cardiovascolari (es. infarto), il cancro, le malattie respiratorie croniche (es. asma) e il diabete.  (Fonte)

  • Modalità flessibili di pensionamento

    Le offrono ai lavoratori una maggiore scelta in merito alla decisione di andare in pensione. Esempi di ciò includono la modifica degli incentivi per rinviare il momento del pensionamento, o permettere ai lavoratori di accedere a una parte delle prestazioni pensionistiche continuando a lavorare a un orario ridotto.  (Fonte)

  • Occupabilità
    L’ può essere definita come “la qualità di essere occupabile” o la “combinazione di fattori che permettono l’accesso e il mantenimento del posto di lavoro o la progressione in termini di carriera”.
  • Ore annualizzate

    I piani di annualizzazione o di orari annualizzati permettono il calcolo e la programmazione dell’orario di lavoro (e dello stipendio) su base annua. Si tratta di uno strumento per facilitare la flessibilità dei tempi di lavoro.  (Fonte)

  • Pericolo occupazionale

    Un è una fonte, situazione o azione che può essere potenzialmente nociva per la salute ed essere causa di ferite, malattie o una combinazione di questi.  (Fonte)

  • Profilazione in base all’età

    La (o analisi della struttura dell’età) è utilizzata per esaminare la struttura attuale e futura dell’età in una organizzazione. I risultati devono essere interpretati in relazione all’attività lavorativa, alle relative esigenze e alle politiche aziendali di pianificazione delle risorse umane.  (Fonte)

  • Riabilitazione
    La è un processo finalizzato a fare sì che le persone raggiungano e mantengano un livello funzionale ottimale per quanto riguarda le loro capacità fisiche, sensoriali, intellettuali, psicologiche e sociali.
  • Riabilitazione medica
    Il fine della è quello di ripristinare le abilità mentali e funzionali delle persone con o problemi fisici o mentali, nonché garantire loro una qualità della vita adeguata.
  • Riabilitazione professionale
    Il fine della professionale è quello di permettere a soggetti con o problemi fisici o mentali di superare le barriere che ostacolano l’accesso, il mantenimento e il , o comunque facilitare la ricerca di una occupazione adeguata.
  • Rischi psicosociali

    I sono i potenziali effetti negativi, in termini psicologici, fisici e sociali, derivanti da aspetti inadeguati dell’attività lavorativa a livello organizzativo, strutturale e gestionale, nonché dal contesto sociale e ambientale inappropriato. Aspetti quali lo stress lavoro correlato, la violenza e le molestie sui luoghi di lavoro sono associati ai . (Fonte)

  • Ritorno al lavoro
    Il è un concetto che indica quelle procedure e iniziative tese a facilitare il reinserimento lavorativo di individui che hanno dovuto fare i conti con una riduzione della capacità o a causa di una , di una malattia o dell’invecchiamento.
  • Salute mentale

    Per si intende una condizione di benessere attraverso cui un individuo può realizzare le sue abilità, gestire le normali fasi di stress della vita, lavorare in maniera produttiva e rendere un contributo alla sua comunità. (fonte)

  • Stress lavoro-correlato

    Lo stress nei luoghi di lavoro si presenta qualora si percepisce una mancanza di equilibrio tra le richieste relative all’attività lavorativa e le risorse fisiche e mentali a disposizione per gestire suddette richieste. (Fonte)

  • Valutazione del rischio

    La è uno dei passaggi del processo di gestione dei rischi relativi alla salute e alla sicurezza sul lavoro che permette di identificare i rischi e i pericoli potenziali a cui i lavoratori possono essere esposti e di decidere in merito alla necessità di implementare misure protettive e di prevenzione. Si tratta di un processo dinamico che permette alle organizzazioni di mettere in pratica una politica proattiva per la gestione dei rischi professionali. (Fonte)